Stop dipendenza affettiva: un percorso di aiuto in 10 passi

Percorso di gruppo teorico-esperienziale per interrompere il circolo vizioso della dipendenza affettiva e imparare ad amare e amarsi in modo consapevole e appagante

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A partire dal prossimo mese di Febbraio la Dott.ssa Francesca Saccà e il Dott. Marco Salerno, psicologi e psicoterapeuti, condurranno a Roma il nuovo e utile percorso breve  “10 passi per liberarsi dalla dipendenza affettiva”.

Il percorso di gruppo sarà strutturato in 10 incontri che forniranno ai partecipanti alcuni strumenti fondamentali per imparare a gestire i propri stati problematici, in particolare la sensazione di vuoto, la paura della solitudine e la sensazione di impotenza nella gestione autonoma degli eventi di vita. Il percorso permetterà inoltre di migliorare la propria autostima e acquisire nuove e più funzionali modalità relazionali che consentiranno di dare vita a relazioni interpersonali sane basate sul rispetto reciproco e sullo scambio.

A chi si rivolge il percorso:  E’ assolutamente normale che in una relazione, in particolare durante la fase dell’innamoramento, ci sia un certo grado di dipendenza e fusione ma questo desiderio, con lo stabilizzarsi del rapporto, tende a diminuire. Nella dipendenza affettiva, invece, il desiderio fusionale perdura inalterato nel tempo ed si tende continuamente ed esasperatamente a “fondersi nell’altro”. Chi è afflitto da dipendenza affettiva soffoca sul nascere ogni suo interesse, desiderio, amicizia, rapporto con altre persone e familiari, così come restringe al minimo gli impegni lavorativi fino a trascurare e a manomettere tutto ciò. Da un punto di vista comportamentale il dipendente infatti dedica completamente tutto sé stesso all’altro, al fine di perseguire esclusivamente il benessere del partner e non anche il proprio, come dovrebbe essere in una relazione “sana”.

Quando: Il percorso di gruppo per la dipendenza affettiva si svolgerà il Lunedì, con cadenza quindicinale (due incontri al mese) dalle ore 18.10 alle 19.45

Dove: Roma, presso l’Istituto A.T.Beck, in Via Gioberti 54 (Zona Termini, a pochi passi dalla Metro A e B).

Costi: Il costo per ogni incontro è di 40 Euro.

Data d’inizio: la data d’inizio prevista è Lunedì 17 febbraio 2014. Il percorso inizierà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (8 persone)

COME ISCRIVERSI AL PERCORSO DI GRUPPO:

Chi volesse partecipare al percorso di gruppo per la dipendenza affettiva deve inviare una email di richiesta a uno dei seguenti indirizzi:

francesca.sacca@gmail.com

dottmarcosalerno@gmail.com

Si prega di specificare nell’oggetto dell’email la seguente dicitura: “richiesta iscrizione al percorso di gruppo “10 passi per liberarsi dalla dipendenza affettiva”.

La Dott.ssa Francesca Saccà e il Dott. Marco Salerno invieranno il programma dettagliato del percorso affinchè gli interessati ne prendano visione e confermino la loro intenzione a partecipare. Si procederà poi con un colloquio conoscitivo preliminare all’inserimento nel gruppo che avrà la funzione di comprendere la richiesta del partecipante e la sua motivazione.

Conduttori dei gruppi:

Dott.ssa Francesca Saccà

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Psicologa e psicoterapeuta a orientamento cognitivo comportamentale.

Sito web: http://www.francescasacca.it

Blog: http://psicologoinfamiglia.myblog.it

Cell. 3332520790

Dott. Marco Salerno

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Psicologo e psicoterapeuta a orientamento umanistico e integrato

Sito web:

http://www.dottmarcosalerno.com

Cell. 3474661496

 

 

 

 

 

Gruppi di psicoterapia per la dipendenza affettiva a Roma

Uscire insieme dalla trappola della dipendenza affettiva

 

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Sono attivi a Roma dei gruppi di aiuto per uscire dalla dipendenza affettiva.

I gruppi di aiuto offriranno ai partecipanti uno spazio di crescita dove poter condividere i vissuti, ricevere cura e facilitare il riconoscimento e l’espressione corretta di pensieri, emozioni e bisogni.

All’interno dei gruppi verranno forniti gli strumenti per imparare a gestire i propri stati problematici, in particolare la sensazione di vuoto, la paura dell’abbandono e la sensazione di impotenza nella gestione autonoma degli eventi di vita. In ogni incontro momenti di discussione e condivisione dei vissuti personali si alterneranno con momenti dedicati ad esercitazioni pratiche in merito agli argomenti trattati.

 

Chi è interessato a partecipare e desidera ricevere il programma dettagliato può contattare la Dott.ssa Francesca Saccà inviando una email all’indirizzo:

francesca.sacca@gmail.com

Specificare nell’oggetto: richiesta informazioni gruppo d’aiuto dipendenza affettiva

 

 

Donne lesbiche e omofobia

lesb.jpgA cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

 


Con la parola lesbismo indichiamo i  “desideri, i sentimenti e l’erotismo di una donna quando questi sono orientati solo ed esclusivamente verso il suo stesso sesso”. Il termine deriva dall’isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo che, nel VII secolo a.C., attraverso i suoi versi esaltò la bellezza della femminilità e dell’eros tra donne.

Oggi non è facile la vita per le donne lesbiche a causa dell’omofobia diffusa, termine che sta ad indicare “l’insieme di pregiudizi, atteggiamenti, comportamenti e opinioni discriminatori nei confronti di gay e lesbiche”. Le persone omofobe pensano che i gay e le lesbiche siano perversi e pericolosi, o comunque “sbagliati”. A seconda del grado di omofobia, le reazioni di un omofobo di fronte a una persona omosessuale possono andare dal semplice disagio, alla paura fino alla violenza.

Dal momento che è molto diffusa, l’omofobia causa alle lesbiche una serie di effetti sul piano sociale e psicologico: molestie verbali e fisiche, la sopportazione di pregiudizi diffusi nei più diversi ambienti sociali e professionali, le discriminazioni personali o istituzionalizzate. Da un punto di vista psicologico in queste donne riscontriamo frequentemente problematiche legate ad una bassa autostima dovute all’accettazione conscia o inconscia di tutti i pregiudizi e degli atteggiamenti discriminatori, citati sopra, di cui essi stessi sono vittime.

Una donna lesbica che fin dall’infanzia ha sentito intorno a sé pregiudizi e atteggiamenti negativi nei confronti dell’omosessualità è naturalmente portata a interiorizzare parte di tutto ciò, finendo per sentirsi “sbagliata” in quanto omosessuale. Quando ciò avviene parliamo di “omofobia interiorizzata”, atteggiamento che comporta la difficoltà ad accettare serenamente l’orientamento sessuale, fino alla completa negazione di tale orientamento.

Ciò è tanto più vero in quanto i gay e le lesbiche spesso crescono senza modelli positivi di riferimento e nella maggior parte dei casi senza poter trovare nella famiglia d’origine un adeguato supporto.
Nella vita di tutti i giorni la donna lesbica che vive il peso del pregiudizio e tende a giudicarsi negativamente, è preoccupata che gli altri scoprano la sua omosessualità, a volte finge di essere eterosessuale per sentirsi accettata e spesso non riesce a sviluppare una sana relazione di coppia. Col tempo questa condizione può portare a problematiche psicologiche quali ansia, depressione, problemi con l’alcol e con il cibo, ansia sociale e disturbi sessuali.

 

Inoltre il senso di fallimento e di colpa, così come sentimenti di vergogna e imbarazzo, possono spingere le donne lesbiche verso l’isolamento sociale e la chiusura, cosa che non migliora certo la condizione in cui si trovano; accade spesso che la donna taccia sulla sua situazione omosessuale e prenda le distanze dal proprio nucleo familiare e amicale, magari decidendo di trasferirsi in altre città.

 

 

La coppia scoppia su Facebook?

facebook rovina coppie.jpgA cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

 

 

 

Sarà capitato a molti di voi di discutere con il proprio compagno/a per colpa di Facebook… non è infatti cosa rara ma assai più diffusa di quanto si immagini: sono moltissime le coppie scoppiate a causa di intrusioni e sospetti legati al celebre social network.

Gli psicologi hanno voluto approfondire la materia per provare innanzitutto se la schiera di possibili cuori infranti possa essere una colpa direttamente imputabile a Facebook.

In particolare i ricercatori si sono chiesti se l’essere attivi in modo trasparente (agli occhi del partner) sui social network consolida il rapporto di coppia o rischia di minarlo impietosante, dando il colpo finale a legami magari già di per sé fragili…

 

 

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http://psicologoinfamiglia.myblog.it/archive/2010/12/06/vi-dichiaro-marito-e-moglie-finche-facebook-non-vi-separi.html

La seduzione

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

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La seduzione è un meccanismo che non riguarda solo e unicamente il rapporto uomo-donna perché possiamo essere sedotti da un impegno sociale, da una musica, da una passione, dall’arte, da un luogo.

Il momento della seduzione è sempre magico. Ma per essere davvero magico deve essere vero e spontaneo.

Un canale fisico importante attraverso cui scorre la seduzione è senza dubbio lo sguardo. Come evidenzia la psicologa Lucrezia Cavallo ‘quando lo sguardo tra due persone accende il gioco della seduzione, si crea una corrente emotiva nella quale non c’è niente di certo, se non che è successo qualcosa che non risponde a regole codificabili. Dietro quello sguardo non si sa che cosa si nasconda’.

Come sostenuto da Baudrillard: “La seduzione non è per il luogo del desiderio. E’ quello della vertigine, dell’eclissi, dell’apparizione e della sparizione”. Non può seguire quindi percorsi preordinati. 

E’ per questo che si può più facilmente sedurre quanto più ci si sente liberi di giocare se stessi, in piena autenticità e spontaneità.

In molti si professano capaci di insegnare l’arte della seduzione ma essa è un moto così spontaneo dell’essere umano che non si può codificare ne tantomeno creare ad arte. Accade, e basta.

Siamo sedotti e seduciamo in un modo che non sappiamo spiegare né spiegarci, e va bene così. Il fascino è proprio questo: sentire di essere trasportati da un vento e vivere quella particolare emozione che ‘imbriglia’ la mente, senza troppe regole, senza per forza capire. E ci piace così.

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http://psicologoinfamiglia.myblog.it/archive/2011/11/28/il-gioco-della-seduzione-quando-il-corpo-non-basta.html

Riferimenti sul web:

http://www.sublimazioni.it/seduzione.htm

http://www.amicidiromeo.com/index.php?la-seduzione-separare-e-condurre-in-senso-letterale-_52/

 

‘Perdersi per poi ritrovarsi’, E-book a cura della Dott.ssa Saccà

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PRESENTAZIONE DELL’E-BOOK

della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

 ‘PERDERSI PER POI RITROVARSI’

I Suggerimenti della psicologa per non smarrirsi lungo il sentiero della vita

 

Dallo scorso 29 Luglio l’e-book ‘PERDERSI PER POI RITROVARSI’ della Dott.ssa Francesca Saccà è disponibile su:

http://ultimabooks.simplicissimus.it/perdersi-per-poi-ritrovarsi


La Dott.ssa Francesca Saccà, psicoterapeuta romana, alla luce della sua esperienza professionale che quotidianamente la fa cimentare con ‘cadute e risalite’,  ha deciso di scrivere l’E-book ‘PERDERSI PER POI RITROVARSI’ – I Suggerimenti della psicologa per non smarrirsi lungo il sentiero della vita (Società Editrice Dante Alighieri).

 

‘Capita a ognuno di noi di perdersi o inciampare lungo il sentiero della vita, a questo destino vanno incontro tutti.

Gli eventi della vita, la sofferenza,  e separazioni e gli abbandoni, le difficoltà esistenziali ci mettono spesso a dura prova.

E’ pertanto normale cadere. Rialzarsi, ritrovarsi e ritornare sul sentiero, per quanto difficile, è segno di evoluzione interiore. Ma da soli non è facile riuscirci.

L’obiettivo del testo è proprio quello di offrire dei suggerimenti pratici per gestire le angosce tipiche dei momenti difficili dell’esistenza (paura di cambiare, di sbagliare, di essere giudicati, di scegliere) e per rimettersi in piedi dopo le ‘cadute’’

(Dott.ssa Saccà)

 

 PER ACQUISTARE L’E-BOOK CLICCA QUI:

 

http://ultimabooks.simplicissimus.it/perdersi-per-poi-ritrovarsi